Mauro Manuel Musiani: un progetto estetico
Mai come ora l'Occidente si è trovato a dover fare i conti con le troppe zone d'ombra prodotte dallo stesso fascio di luce egemonica che proietta contro il mondo e su se stesso. Paradossalmente, questo bagliore spietato e accecante, riesce alla perfezione ad individuare i confini, i limiti di un percorso senza vie d'uscita mentre il suo fulcro, la "primitiva sorgente", ci appare ormai quasi irraggiungibile.
Qualunque tipo di umana produzione, compresa quella artistica, sembra prescindere dalle sue fondamenta ideali, progettuali.
Che senso ha perseverare, senza soluzione di continuità, nel sovrapporre suoni ad altri suoni, immagini ad altre immagini quando tutto sembra sia già stato enunciato ed espresso in ogni sua variante e multiplo?
Stiamo facendo molto ma forse ci siamo dimenticati perché e soprattutto "come" lo stiamo facendo. Il Silenzio, la Pausa, la faticosa, tenace umiltà dell'assorbire la spinta fino ad azzerarla per capire da dove ci è venuta tutta quell'Energia.
I "Monoliti muti", le "Figure totemiche" stagliate contro un paesaggio cristallizzato, inerte, speculare, altro non fanno che rimbalzare dubbi, domande per indurci a ridefinire un equilibrio (non solo formale) forse impossibile ma al quale non è possibile rinunciare.

m. m. m.


M. M. Musiani ci presenta una possibile "chiave" interpretativa della realtà attraverso la messa in gioco dei suoi simboli con cui ha saputo produrre quelle metamorfosi astraenti/estranianti dei materiali cromatici ed argillosi per farci partecipi della "sua" acqua, del "suo" cielo solcato da una materica cometa.
Ma quali occhi, quali mani possono plasmare tutto ciò?
Dice Manuel: "Molti avrebbero queste capacità e non riescono a trovare la strada per agirle, poiché vengono fermati dai circuiti ufficiali".
L'"Essere" ha in sé queste facoltà di lettura del mondo, manifestandole ci offre un ulteriore punto di vista su di esso e una nuova possibilità di interazione.
L'impronta della memoria, far proprio per un attimo il simbolo, cogliere il valore dell'atto creativo: questo è il forte messaggio che raccolgo dall'opera dell'artista.
Una frazione di tempo della sua vita si è cristallizzato alchemicamente in queste forme archetipiche perché ci accomunino almeno per un istante, quello dello sguardo e del Pensiero.

Miriam Del Bianco


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Mauro Manuel Musiani è nato a Udine nel 1960. All'inizio degli anni '80, in un periodo trascorso in Sudamerica (Argentina, in Cile, Perù e Bolivia), vive da vicino il dramma della dittatura, delle ingiustizie endemiche, della miseria materiale ma mai di quella "spirituale".
Pur nella sua drammaticità, quest'esperienza ha permesso all'artista di attingere a un vero patrimonio di Umanità ferita ma al contempo nobile e purissima che ispira tutte le sue prime opere: dalle tempere, ai piatti con "Mujercitas y Angeles" (donnine ed angeli) ai successivi e più minimalisti pannelli ceramici con figure totemiche, monolitiche che occupano e "preoccupano" gli spazi e le campiture.
Rientrato in Italia, attualmente lavora nel suo atelier di Villa Vicentina (UD).



HORTUS CONCLUSUS

La Galleria - The Gallery
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Monolito 2


Totemic Sunset


Mujercitas


Demetra


Morgante


Per la morte di Enkidu


Angel Enjaulado


Amantes


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