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Benché al centro geografico della penisola, Perugia non fu mai una zona di confluenza stradale, ché la parte collinosa e il baluardo appenninico in ogni tempo deviarono le grandi strade interregionali. Le vie principali dell'Umbria, la Cassia che passa per l'Orvietano, e la Flaminia che da Foligno s'inerpica per l'Appennino, erano, e sono, ben lontane da Perugia. Era inevitabile che tale isolamento secolare influisse e sulla evoluzione sociale e sulla formazione individuale. Infatti, nel suo isolamento, sempre il Perugino fu costretto a vivere con i mezzi da se stesso approntati, fidando sulle sue sole forze. Da ciò deriva una certa autosufficienza, e l'accentuazione di quelli che sono i connotati salienti della sua vita: la «rusticitas» intesa quale fedeltà ai valori naturali, e la gelosa conservazione di tali valori. Sotto il profilo psicologico, solo apparentemente il Perugino è docile. In realtà è forte nel costume e nella tenacia, dotato di un carattere riservato e, all'apparenza, poco incline a grandi slanci. Tale mancanza di espansività fa sì che, a differenza delle genti confinanti, il suo linguaggio sia poco sciolto ed eloquente. Gli è che, per tema forse di abbandonarsi, o di lasciarsi andare, una naturale cautela impone al Perugino di riflettere prima di parlare. Fedele alla sua terra, alle sue tradizioni, il Perugino preferisce magari patire che allontanarsi dal costume di vita immerso nella serenità della natura. Attaggiamento questo squisitamente sentimentale ma marcatamente antiutilitaristico, che ha prodotto infatti una situazione di lentissima emancipazione industriale e commerciale. Da ciò discende che l'isolamento di cui si sta parlando divenne col volgere del tempo atteggiamento istintivo dell'individuo; sì che, figuratamente parlando, le mura della città segregarono psicologicamente gli stessi cittadini che l'avevano edificate. Il dialetto perugino è parlato limitatamente ad un territorio che non tocca gli Appennini, né le sponde del Trasimeno. Esso è racchiuso in una zona limitata ad est del Tevere, ad ovest dal torrente Caina, a sud dal fiume Nestore. MA', MAE, MÈ avv., mai: Ddi' pòssa dà 'gni bène sanza ma' fine, Dio possa dare ogni bene senza fine; nun ce gì' mè' a còglie' i brugni, non ci andare mai a cogliere le prugne; 'n vònno mae a còce 'l pène da i lóro fratègli, non vanno mai a cuocere il pane dai loro fratelli. MACCHIA DI RÈSELA (Toponomastica) a Monte Malbe, presso il Toppo del Maiale. Frequentata dai cacciatori perugini nella caccia primaverile delle palombe. MADÒSCA Miseria, come imprecazione: porca madòsca!, porca miseria! MAGÉSE Terreno incolto: 'st'anno tòcca lavorà tutta 'sta magése, quest'anno bisogna lavorare tutto questo terreno incolto. MAGHÉTTO Ventriglio di uccelli: su i crostini c'hè (pron.: cè) da stènde' i maghétti, sulle fettine di pane arrostite ci devi stendere i ventrigli. MAGNÀ tr., mangiare: se pòle magnè' 'sta patèta?, si può mangiare questa patata?; nun è possìbile discurre' prima d'avé' magnato, non è possibile discorrere prima di aver mangiato; lu' magna quanno el véde nisuno, lui mangia quando non lo vede nessuno. MAGNAUFFA Ozioso: óltre èsse' un magnauffa è anco un magnóne, oltre ad essere ozioso, è anche un mangione. MAGÓNE Pena, dispiacere: ci hò 'n magóne ntlo stòmico, ho una pena dentro di me. MALEMPÈGGIO Martellina a due tagli: per lavorà' i matóni adòpra il malenpèggio, per lavorare i mattoni adopera la martellina a due tagli. MAMMÒCCIO Bamboccio: nun te divertì' a fa''l mammòccio, ché sè' granne, non ti divertire a fare il bamboccio, che sei grande. MANARÉTTA Mannaietta, grosso coltello da cucina: damme la manarétta per taglià' 'na còsta de lónza, dammi la mannaietta per tagliare una bistecca di lonza. MANCO Neanche, nemmeno: manco dimane artórno a lavoràe, neanche domani torno a lavorare. MANDÀTARIO Persona rivestita d'ufficio pubblico, preposta all'osservanza delle norme per il trasporto dei cadaveri: ha da 'nìe l'mandatàrio per dicce còsa dovémo fàe, deve venire la persona autorizzata per dirci cosa dobbiamo fare. MANDORLINO Il frutto verde che contiene il seme (mandorla) del mandorlo: lèva da tuquì 'l césto coi mandorlini, sennò quando artórnono i mugli scòprono 'l fóndo, togli da qui il cesto con le mandorle verdi, altrimenti quando ritornano i ragazzi se le finiscono. MÀNFOLO Oggetto che si tiene in mano: l'hònno accoppato sul viso con 'n mànfolo, lo hanno picchiato sul viso con un pezzo di bastone. MANÌ Portare, procurare: manisco 'l granturco alle fierine, porto il granturco alle bestie. MANIÉRE Vinello ottenuto dalle vinacce fermentate nell'acqua per qualche giorno: dópo avé' magnato l'ua, 'n tórzolo d'inzalata e scolèto 'na fogliétta de maniére, me son 'nuti salvicisia i dolóri de corpo, dopo aver mangiato l'uva, un torso d'insalata e bevuto mezzo litro di vinello mi sono venuti, Dio ci scampi, i dolori di ventre. MANNÀ' Mandare: mannètolo via perché tòcca mannà' sóbbito i sólda ta lo spicca-caldari, mandatelo via perché bisogna consegnare i soldi al cursore. MARÀMPETO (pron.: maràmpato), agg., triviale, troppo grande, di maniere rudi: st'atento e nun fa' il maràmpto per archiappà' le gàggia, stai attento e non fare troppo il triviale per riprendere la gazza. MARITÒZZOLO Panino dolce: se nun zè' malegno te cómpro un maritòzzolo, se non fai il cattivo ti compro un panino dolce. MARTINÌCCHIA Freno del carro: m'arcomanno, giù pe'la scèsa tira la martinìcchia, mi raccomando, giù per la discesa tira la corda del freno. MARTUFÀGLIA Confusione: che vè a cerchè' la martufàglia?, che vai a cercare la confusione? (anche nel senso di "gente equivoca"). MAZZAFÉGATO Salciccia fatta con il fegato di maiale: nei mazzafégati méttece un pò' de pignoli, nelle salciccie di fegato mettici un po' di pinoli. MAZZARÈLLA Piccola mazza, randello. 'l raicanaccio l'éno finito co''na bòtta de mazzarèlla, il ramarro l'abbiamo finito con un colpo di randello. MÈCA, MACA Anitra: la mèca falla arrosto, l'anitra falla arrosto. MELAPPINA Specie di mela estiva, piccola e profumata: padrón, v'hò portèto 'n canestro de melappine, padrone, vi ho portato un canestro di mele precoci e profumate. Altre varietà: rosciòle, mele autunnali di Cannara; conventine, di Gubbio. MÈNO Mano. (al plurale resta generalmente invariato): làvete le mèno, lavati le mani. MERÀNGOLA Arancia: le meràngole bòne hònno la còccia fina, le arance buone hanno la buccia sottile. METULE, METULLO Palo di legno intorno al quale si raduna la paglia per formare il pagliaio: la cima del metule deve dièsse 'guzza, la cima del palo deve essere aguzza. MEZZABÈSTIA (Personaggio) Gestiva un caffè davanti all'ingresso del Municipio (all'angolo di via della Chiavica). MÈŹŹACUCCHIARA Persona poco abile nel suo mestiere: pe' tirà' su 'l fondèllo, basta 'na mèźźacucchiara, per alzare il muro divisorio, basta un muratore qualunque. MEŹŹANÈLLA Tavola di legno di spessore sottile usata per ricoprire altri legni: l'ossatura d'abèto del mòbile è arcopèrta de meźźanèlla, l'intelaiatura di abete del mobile è ricoperta da impiallacciatura. MEŹŹANO Maiale di peso variabile dai 30 ai 70 chili: Hò macellato ‘na duźźina di meźźani, ho ammazzato una dozzina di maiali tra i 30 e i 70 chili. MEŹŹOLINO Misura perugina di capacità dell'olio corrispondente a litri 27,11. MEŹŹÒLO La parte anteriore e posteriore della botte: i meźźòli della bótte tòcca arfalli, bisogna rifare il davanti e il dietro della botte. MIGNINO Piccolo: è troppo mignino per andè' a studià' la stronomia, è troppo piccolo per andare a studiare l'astronomia. MINA Misura perugina di superficie di tavole (V.) 150 metri quadrati 4511. MINCO Minchione: lu' è 'vézzo cercà' i minchi, lui è solito a cercare i minchioni. MINGÒZZA Piatto colmo di minestra: dópo avé'magnato 'na mingòzza de minèstra ho dovuto gomitàe, dopo aver mangiato un piatto colmo di minestra ho dovuto vomitare. MÌSCOLA Mestolo di legno: il suco pe''nì bòno l'hè da misticà co'la mìscola, il sugo per venire buono lo devi mescolare con il mestolo di legno. MISTICANZA Mescolanza, mistura: 'sta peperonata è 'na misticanza che me pièce, questa pietanza di peperoni è una mescolanza che mi piace. MÒGLIE Arnese per prendere tizzi e carboni nel focolare: arcutina il fòco co'le mòglie, raduna il fuoco con le molle. MORALE Palo di legno a sezione quadrata: per fa' le zampe al cavallétto ce vògliono quattro pèzzi de morale, per fare le gambe al cavalletto, ci vogliono quattro pezzi di legno quadrato. MORINO (Personaggio) Gestiva il caffè del Moro in Piazza Grimana. Appassionato cacciatore. Fu ucciso in un capanno al "Troscione" di Monte Malbe. MURACCI (Toponomastica) Località presso la Forcella di Monte Tezio. Un tempo frequentata dai cacciatori perugini nella caccia autinnale delle palombe. MURAGLIONE (Toponomastica) Muro della fortezza Paolina che sostiene il viale Indipendenza. Il luogo della maggiore altezza corrisponde all'inizio di via Marzia ed era scelto dagli sventurati per gettarsi dall'alto. NOALTRE, NOALTRI Noi: noaltre nun conoscémo la léggia, noi non conosciamo la legge. NÒCCOLA (1)Sbornia: è artornato dal laco con'na nòccola da nun stà'in piedi, è tornato dal lago con una sbornia da non stare in piedi. (2) Percossa: gli ho dato 'na nòccola che l'ha sdraiato per tèrra, gli ho dato una pugno che l'ha disteso per terra. NOCÉTTA Ambiente favorevole agli affari: al Pontarìo per véndé le scrofe è 'na nocétta. A Ponte Rio per vendere le scrofe è un ambiente favorevole. NÒNE No: ce viénghi co'nnó? Nòne, ci vieni con noi? No. 'N'ÓRA DE NÒTTE Un'ora dopo l'Ave Maria: ce dové' venì' a 'n'óra de nòtte, ci dovete venire un'ora dopo l'Ave Maria. NUCCHINO Colpo in testa con la nocca del dito medio piegato, nocchino: si'l fórca'n la smétte de fa'l bégio glie dò'n nucchino, se il ragazzo non la smette di fare lo sciocco gli do un nocchino. ÒMO-MORTO Attaccapanni mobile: appicca 'l capòtto tol òmo-mòrto, appendi il cappotto all'attaccapanni. ÒMO NÉRO (Giuoco) Giuoco alle carte in cui rimane perdente chi in ultimo rimane con l'asse di bastoni (òmo néro). ORTO DEI PELLARI (Toponomastica) Ritrovo ricreativo di operai, artigiani, piccoli imprenditori in fondo a via dei Pellari. PANZANÈLLA Pane rammollito con acqua e condito con basilico, olio e sale: d'inguèrno quanno c'è pòco da rosicchià' arcórro alla panzanèlla, d'inverno quando c'è poco da mangiare ricorro al pane condito. PAPAGNA, PAPAGNÓNE Schiaffo: per nun smétte'de fa' rimóre s'è préso un papagnóne, per non smettere di fare rumore si è preso uno schiaffo. PEPPIN GUASTARAZZE (Personaggio) Commesso dell'Auto Garage. Buongustaio morto agli Incurabili. PÉLA (Personaggio) Macellaio in Piazza delle Erbe, di cui è rimasto proverbiale un detto rivolto ai creditori invitati a pranzo: "Magnate questo che nun c'è altro". PÉTO (Personaggio) Macellaio con bottega all'inizio di Corso Garibaldi. D'inverno per colazione vendeva il migliaccio. PIPINDRITTO (Giuoco) I giuocatori mettono la posta costituita da una fila di monete sopra un sasso; fatto il conteggio di precedenza, il prescelto lancia la piastrella e vince tutte le monete che, crollata la fila, rimangono più vicine alla piastrella. PÌTTOLO Colpo inferto premendo il dito medio sul pollice: smétte de damme i pìttoli 'ntla tèsta, smetti di darmi i colpi con le dita sulla testa. PODÉO Podere: ce vòle la presumènzia per comprà' 'n podéo sanza 'n guadrino, ci vuole presunzione per comprare un podere senza un quattrino. POGGIÀ Discostarsi, spostarsi: Poggia!, voce rivolta al bue perché si sposti da una parte o dall'altra. POLANGA Gallina giovane: se vòl fa 'l bròdo bòno ci hè da métte' nto la pignatta 'na polanga, se vuoi fare il brodo buono devi mettere nella marmitta una gallina giovane. POLLINO Pidocchio dei polli: i pollini hònno votèto il pollèo, i pidocchi hanno fatto vuotare il pollaio (facendo morire i polli). POLPÉTTA, POLPETTÓNE Pena, sofferenza morale: hò 'na polpétta ntlo stòmico, ho una grande pena. POLZINO Limone: hò domila polzini da vénne', ho duemila limoni da vendere. POMANCO Neanche, nemmeno: per pomanco dicidòtto baòcchi nm'agarba faticà' tol vòstro, per neanche diciotto baiocchi non mi piace lavorare nel vostro terreno. PÒRCA MI DÒRA! Porca Miseria!: pòrca mi dòra, nun vòglio magnà più le granòcchie fritte, porca miseria, non voglio più mangiare le ranocchie fritte. PORCARÉCCIA Stalletto dei maiali: cónta i maièle che sònno ntla porcaréccia, conta i maiali che sono nello stalletto. PORTA DEL LIÓNE (Toponomastica) Costituisce l'entrata di una tenuta che un tempo apparteneva agli Ugolini. La porta tutt'ora esistente, sul lato detro della piaggia dei Matti, sorregge sopra l'architrave un leone; la direzione del cui sguardo, secondo la tradizione, indica il luogo dove sarebbe nascosto un tesoro. PORTA PÉSA (Toponomastica) Così è chiamato lo spazio ove è installata la basculla pubblica all'incrocio di via Pinturicchio con la via XIV settembre e via Brunamonti. POTÉ Potere: si tu pòle anca no' potréssimo gì' al merchèto, se tu puoi anche noi potremmo andare al mercato. potémo magnè' 'l cicómbolo?, possiamo mangiare il cocomero? si tu potrè anca lóro potrònno, ma si tu'n potéste manco loro potrìono se tu potrai anche loro potranno, ma se tu non potessi nemmeno loro potranno. PRESSAMPÒRCO Pressappoco: pressampòrco sta distante quanto no' dalla chiésa, pressappoco dista quanto noi dalla chiesa. PRESUMÈNZIA Presunzione: ensómma con tanta presumènzia fòn nì' la fèbbra sól a vdéglie, insomma con tanta presunzione fanno venire la febbre solo a vederli. PRÈTE Scaldaletto di legno: aringrazia Gisucristo che il prète nun ha brugiato i lenzòla, ringrazia Gesù Cristo che lo scaldaletto non ha bruciato le lenzuola. PROVA DELLA CAMMINATA (Tradizione/ Usanza) Il bestiame da lavoro viene fatto camminare prima dell'acquisto per vedere se ha difetti alle gambe. PRUDÓRE Prurito: hè da digiunè' se te vòl levà' il prudóre, hai da digiunare se ti vuoi levare il prurito. PRUGIA, PRUSCIA Perugia: a Prugia (Pruscia) i prugine (pruscine) sóno òmene 'mo se dée, a Perugia i perugini sono uomini come si deve. PUMODÒRO Pugno: ariècquelo e se arcomincia a sfótte', sénza pensace gli armèdio un pumodòro, rieccolo e se ricomincia ad infastidire senza pensarci gli assesto un pugno. PURGA Bastonatura: tal chèpo gli hònno dato 'na purga, al capo gli hanno dato una bastonatura. PUZZIMÈRDA (Personaggio) Stalliere al servizio dell'avv. Patrizi. Fu implicato nel famoso furto alla Madonna delle Grazie. PUZZÓNE 1) Mascalzone, cattivo: sè 'n puzzóne se dici mèle del pèpa, sei un mascalzone se dici male del papà; 2) Fungo sospetto. Russola. QUÀCCOLO Crosta endonasale: nun te vergógne de tené 'sti quàccoli tol nèso?, non ti vergogni di tenere queste croste nel naso? QUARTO DI PALMO Misura lineare mercantile perugina corrispondente a metri 0,062. QUARTO Misura perugina di capacità dell'olio corrispondente a litri 6,77. RAICANÀNACCIO, RAICÓNE Ramarro: dinanze al raicóne che magneva l’umbrico me colèva ‘l sudóre dalla paura, difronte al ramarro che mangiava il lombrico mi colava il sudore dalla paura. RANFATA Percossa: gli ho dato ‘na ranfata, gli ho dato una percossa. RASAGNÓLO Matterello: l’hai da spigne’ il rasagnólo quanno fè la sfòglia della pasta, devi spingere il matterello quando fai la sfoglia della pasta. RÀSOLA Porzione di terreno: per piantà’ i bisègli basta ‘na ràsola de tèrra, per piantare i piselli basta una porzione di terreno. RASUMÀGLIA Marmaglia: nun te confónne co’ ‘sta rasumàglia, non ti confondere con questa marmaglia RATATÙIA Litigio, confusione tra più persone: per spartì’ do’ mancète de ghianna hònno finito nto ‘na ratatùia, per spartire due manciate di ghiande hanno finito col litigare. RAZZO Ragazzo: ta i tu’ razzi gli hè da fa’ arnovè i zòcchi ch’hònno aùto per righèlo, ai tuoi ragazzi devi far rinnovare gli zoccoli che hanno avuto per regalo. RECÀ Portare: tocca recà dó poglie tal padróno, bisogna portare due polli al padrone. REGOLÌZIO Liquirizia: damme ‘na pasticca de regolìzio, dammi una pasticca di liquirizia. RÈNNETA Rendita: cómo són ite le rènnete ‘st’anno?, come sono andate le rendite quest’anno? RIBATTÉ Rimettere a nuovo un materasso: Cicala e Davidino hònno ribattuto l' materazzo, Cicala e Davidino (due popolari materassai di Borgo Garibaldi) hanno rimesso a nuovo il materasso. RIGETTÀ Vomitare: nun cucinè’ più ‘l cavolfióre perché l’hò tutto rigettato, non cucinare più il cavolo, perché l’ho vomitato. RIMBOCCO DEI POLLAROLI (Toponomastica) Oggi: Via Cesare Fani RIMBOCCO DELLA SALZA (Toponomastica) Oggi: Via Danzetta RIMBOCCO DEGLI SCUDELLARI (Toponomastica) Oggi: Via Pinella RIMPECETTÀ Riparare alla meglio: hò rimpecettato il vétro rótto, ho riparato alla meglio il vetro rotto. RINCHIACCÀ Riprendere forza: adè ch’hò magnèto me pèr de rinchiaccà, adesso che ho mangiato mi pare di rivivere. RINTONTITA Perdita: ierzéra a giocà’ a carte ha préso ‘na rintontita, ieri sera giocando a carte ha subìto una forte perdita. RINTONTOLÀ’ Rimediare, mettere a posto: ’sta vòlta gli è ariuscito rintontolà’ ‘l lavoro che nissuno saribbe stèto bòno rintotolallo, questa volta gli è riuscito di rimediare il lavoro, che nessuno sarebbe stato capace di metterlo a posto. RINTRONATA Ripercussione di un colpo ai nervi di una mano: ha dèto ‘na mazzata ntola sbarra de fèrro che tenévo e m’ha rintronèto tutta la mèno, ha dato un colpo di mazza sulla barra di ferro che tenevo ferma ed ho ricevuto una forte ripercussione ai nervi della mano. RITUZZÀ Nascondere: tenéa le mène rituzzate ntle saccòccie del capòtto, teneva le mani nascoste nelle tasche del cappotto. RÒCCO (Personaggio) Vetturino di città con la rimessa in Via Vincioli. Portava sempre la bombetta. È stato l'ultimo a lasciare il tradizionale mestiere. RÓSCIO (Personaggio) Abilissimo gestore della Trattoria degli Artisti al principio di via dei Priori. Famoso il suo brodetto di pesce allestito ogni venerdì. RUBBIO Misura perugina di capacità del grano corrispondente a litri 294,46 e a 8 stari. RÙZZOLA, RUZZOLÓNE Disco di legno, di diametro e spessore vario, che si lancia per gioco con l’aiuto di un filo o di una fettuccia sulla strada alla maggiore distanza: andémo a tirà’ la ruzzola (ruzzolóne), andiamo a giocare con la ruzzola. SALA ANATOMICA Istituto di Anatomia Normale in via A.Pascoli. In tale Istituto venivano portati i cadaveri delle persone perite tragicamente. Accanto erano le rimesse municipali dei carri funebri e le stalle dei cavalli. SALTAMONTÓNE (Giuoco) Consiste nel saltare a gambe divaricate sopra il compagno piegato su se stesso. SBRACANATO con i calzoni a bracaloni: nte vergógne camminà sbracanato?, non ti vergogni a camminare con i calzoni a bracaloni? SBRÓNZA ubriacatura, sbornia: 'gni santo prènne 'na sbrónza, ogni festa prende una ubriacatura. SBUCINÀ rovistare, frugare: tócca sgobbá pe' sbucinà 'sta ròbba, bisogna lavorare sodo per rovistare questa roba. SBULAGATO bulagone: m'arcomanno, a tèvela nun fa' lo sbulagato, mi raccomando, a tavola non fare il bulagone. SCACIARÓNE oggetto ingombrante: lèveme dal passo 'sto scaciaróne, levami dai piedi questo oggetto ingombrante. SCAFATA vivanda consistente in fave fresche, bietola, barbozzo, cotti al tegame con olio: hò magnato dal Róscio 'n bèl piatto de scafata. Ho mangiato dal Roscio un bel piatto di fave fresche con pezzetti di guancia di porco. SCÀGLIA donna di mal costume: La su' condutta è cómo quilla de 'na scàglia, la sua condotta è come quella di una donna di mal costume. SCAGNÀ cambiare: Tòcca scagnà strèda, bisogna cambiare strada. SCAGNARATA litigata: Pe nun zapé strigne''nòdo scorzore són giti a fè 'na scarcagnata, per non saper stringere un nodo scorsoio, sono andati a fare una litigata. SCALANDRINO due scale messe insieme a forma di V rovesciato, doppia scala: co' lo scalandrino nun ce s'arriva a spiccà la vessica de strutto, con la doppia scala non ci si arriva a spiccare la vescica di strutto. SCALCAGNATO miserabile: armèdia 'n pò de ségola ta 'sto scalcagnato, rimedia un po' di segale per questo miserabile. SCALZI, torre degli... Prese nome dai religiosi Carmelitani Scalzi che ivi dimoravano. Oggi: torre degli Sciri (dal nome di un'antica famiglia perugina). SCAPICOLLÀ cadere malamente: curre piano, nun te scapicollà, corri piano, non cadere malamente. SCARFAGNA noia, malessere: ògge nun me arièsce de travaglià, ci hò la scarfagna, oggi non mi riesce di lavorare, ho la noia. SCARÓGNA sfortuna: è 'na scarógna nun artrovè 'l bìndolo de la matassa, è una sfortuna non ritrovare il bandolo della matassa. SCARTAVETRÀ pulire, consumare con la carta vetrata: prima de daglie la vernice scartavétra lo stucco, prima di dare la vernice liscia con la carta vetra lo stucco. SCATAFÒSSO strada impraticabile: Nun ze pò passé 'sto scatafòsso, non si può passare per questa strada impraticabile. SCATIPOLÀ indagare: è ito a scatipolà chi è 'l moróso de la su' nipote, è andato ad indagare chi è il fidanzato di sua nipote. "Se vò' accontentà i budèlli, to lo spito hè da cucinà gli ucèlli" (Proverbio) "Se vuoi accontentare lo stomaco, devi cucinare gli uccelletti allo spiedo". SENÉSI ACHILLE (Personaggio) Un popolare gobbetto; vendeva la merce, canterellando: gli aghi, il cotone e le spille, vende a tutte le ore per accontentà' 'lcortese avventore. "Sciala Mènco ché t'ha còtto'n'òvo" (Espressione tipica), frase riferita ad un avaro che non ha dato nulla. "Son finiti i pregiutti anco ta Sòrbo" (Espressione tipica), "son finiti i soldi anche a chi era molto ricco". (tratto da "Raccolte di Voci Perugine" di Luigi Catanelli, Università degli Studi di Perugia, Istituto di Filologia romanza, Opera del Vocabolario dialettale umbro) |
